Capodanno Cinese: la festa è a Milano

Arriva l’anno del cavallo! Il 31 gennaio si festeggia il Capodanno cinese anche a Milano: lanterne rosse lungo via Paolo Sarpi, grandi feste, ma soprattutto grandi abbuffate!

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Per l’occasione, molti ristoranti cinesi proporranno menù speciali a base di jiaozi (ravioli a forma di mezzaluna, idealmente “ripieni di fortuna”), nian gao (torta di riso il cui nome significa “un anno più prosperoso del precedente”), mandarini e semi di melone per augurare prosperità. Tra i locali più famosi, il Giardino Fiorito in via Cenisio e il Bon Wei in Castelvetro. Ma è molto probabile che anche il nostro ristorante preferito abbia in serbo qualcosa. Importante il dress code: tutti in rosso.

E se per venerdì abbiamo già degli impegni?

Non preoccupiamoci, il clou della festa sarà domenica 2 febbraio. Si parte in via Paolo Sarpi (la Chinatown meneghina) alle ore 15.00 con la grande parata: draghi, leoni e duecento figuranti in costume tipico. Ci saranno pure i bambini che suonano i tamburi per scacciare il terribile Nian e mantenerci legati alla vita nel passaggio da un anno con l’altro. In più, per tutta la mattinata, all’altezza del numero 26 sarà allestito un palco per l’esibizione di artisti, acrobati e giocolieri spettacolari.

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Dalle 17 la festa si sposta alla Fabbrica del Vapore, in via Procaccini 4, con danze, dj set, spettacoli di arti marziali e la Chinatown New Year Run (ritrovo ore 16), una corsa non competitiva di 6 km da praticarsi vestiti rigorosamente di rosso, il colore della Cina.

Previsti, poi, anche il Mercatino Pagoda in piazza Gramsci e tanti giochi a misura di bambino in via Albertini.

Per gli aggiornamenti, il canale ufficiale è quello di Associna, che offre anche una panoramica delle feste in tutte le città italiane.

E allora, buon anno!!! 新年好!!!

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Addio Abbado, oggi il saluto della Scala

Teatro vuoto, porte aperte e una triste e grandiosa melodia che si libera in tutta la piazza.
Così il Teatro alla Scala darà il suo addio al grande maestro Claudio Abbado, suo direttore per 18 anni, dal ’68 all’87.

L’appuntamento è per oggi, 27 gennaio alle ore 18.00. La Filarmonica diretta da Daniel Barenboim eseguirà la Marcia funebre dalla terza sinfonia “Eroica” di Ludvig van Beethoven, e la musica fluirà in una piazza della Scala chiusa al traffico per l’occasione.

Prima di Abbado, ad altri eccellenti Direttori Musicali della Scala è stato dedicato questo rito commovente: da Arturo Toscanini a Victor de Sabata, a Gianandrea Gavezzeni.

Un peccato non esserci.

PS. Se proprio non si riesce a venire, almeno non perdiamoci la diretta su Rai 5.

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Pollock e gli altri: altrimenti ci arrabbiamo

Non fateli arrabbiare!
Altrimenti ci creano un movimento tutto nuovo e mandano all’aria secoli di tradizione.

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Così, con una lettera aperta al direttore del Metropolitan Museum di New York e una celebre foto,15 artisti americani hanno dato origine all’action painting. A guidarli, nel 1951, il genio del dripping, Jackson Pollock che si è inventato questa straordinaria tecnica (far sgocciolare il colore direttamente su una tela stesa sul pavimento) per dare forma e corpo al suo inconscio più profondo.

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A Palazzo Reale una mostra lo celebra insieme a tutti gli artisti ribelli che hanno contribuito al movimento: Pollock e gli irascibili ci aspetta fino al 16 febbraio.

Mostra interattiva, ci metterà dalla parte della tela: sopra le nostre teste volteggerà il pennello agitato di Pollock e sotto gli occhi ispirati del pittore, saremo ricoperti di colori spessi e vivi (in modo virtuale, s’intende!). Grazie all’audioguida riusciremo a orientarci meglio nei percorsi e nei cuori degli artisti che hanno dato il via ad un’arte energica e forte, americana fino al midollo.

Unico neo? Costicchia: 11 €, audioguida inclusa. Sicuramente li vale e in più sono previste molte riduzioni – ad esempio gli abbonati annuali ATM pagano solo 5,50 €.

Lasciamoci travolgere dall’energia e dalla passione di chi ha rotto con la tradizione e ha cambiato il mondo dell’arte in America e nel mondo! In fondo, è a solo due passi dal Duomo.

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Palestra #3: la Trattativa

Abbiamo scelto la palestra in base alle nostre esigenze, ci siamo informati bene su come ottenere il prezzo più basso possibile, e ora è giunto il fatidico momento della contrattazione.

I prezzi delle palestre non sono immutabili. Anzi, variano (e di molto) in base alle richieste del cliente: basta solo chiedere.
Non occorre avere chissà quali doti o una gran faccia tosta: dobbiamo essere gentili e decisi.

Saldi propositi.
Dobbiamo aver chiare le nostre esigenze e non perderle mai di vista.

Diciamo al nostro promoter esattamente di quali servizi abbiamo bisogno e che non abbiamo intenzione di pagare di più per quello che non ci serve.
Se avremo a che fare con promotori esperti, saranno loro a chiederci per primi cosa vogliamo, anche per darci l’impressione di essere dalla nostra parte. Salvo poi tentare di aggiungere qualche piccolo extra di cui potremo sicuramente aver bisogno. Resistiamo alle tentazioni!

Molte palestre avranno già in listino prezzi speciali per venirci incontro. Nel caso invece non fosse possibile spezzare i pacchetti che ci offrono, per lo meno tenteranno di abbassarci il prezzo.

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In due è meglio
Se conosciamo qualcuno che frequenta la palestra dei nostri sogni, facciamoci presentare da lui al promoter di turno: spesso sono previste riduzioni per il nuovo arrivato e benefit per chi lo ha portato.

Se andiamo con un amico o un’amica, fidanzato/a, giochiamo al poliziotto buono, poliziotto cattivo: uno di noi sarà super entusiasta, l’altro molto scettico. Probabile che il promoter si attivi per invogliare il più scettico con forti sconti, pur di concludere due contratti in una volta sola!

Adoro la tua palestra, ma…
Se siamo da soli, facciamo capire al promoter che ci interessa proprio la sua palestra, MA ci sono alcune cose che non ci convincono (anche se in realtà non è vero)! Forse è un po’ troppo lontana, forse non sappiamo se la frequenteremo abbastanza… Insomma, dimostriamo di avere chiare le idee su cosa ci serve, ma fingiamo quel tanto di indecisione sulla struttura in sè per vedere cosa ne ricaviamo.

E se mi ammalo?
Chiediamo sempre quanto costa sospendere l’abbonamento e che certificati portare. E in caso di recesso anticipato? Poi traiamo le nostre conclusioni.

Last and least
Alla fine del colloquio, accertiamoci se il prezzo finale che ci viene dato sia proprio l’ultimo possibile. Come tentativo in extremis, facciamogli capire di aver frequentato o visitato palestre di categorie simile alla sua e diciamogli quale cifra ci era stata proposta.

Se il costo però rimane troppo alto, pazienza. Almeno ci abbiamo provato e ci servirà come allenamento per nuovi incontri in altre palestre.

Queste le tattiche in base alla mia esperienza, se avete altri consigli, fatevi avanti!

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Palestra #2: le Info Giuste

Dopo il cuore, si deve ascoltare anche il portafogli, purtroppo!!!

Abbiamo già scelto la nostra palestra preferita, ma resta sempre troppo cara. Non scoraggiamoci!
A Milano c’è molta concorrenza e con la crisi il giro di affari è diminuito: i gestori ci verranno incontro più facilmente con offerte e sconti.

Il primo passo? Informarsi bene.

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1. Diamo un’occhiata ai siti di offerte come Groupon, Poinx, Groupalia e simili: si possono trovare sconti per qualche mese, qualche ingresso o qualche lezione di prova.
ATTENZIONE: dal prezzo in offerta potrebbero essere escluse quota d’iscrizione e assicurazione (obbligatorie), e forse dovremo procurarci un certificato medico (se fatto dal dottore della palestra il prezzo si aggira intorno ai 40€). E’ poi previsto l’obbligo di continuare a frequentare il corso o la palestra? E a che prezzo?
Quindi facciamoci un giro della struttura di cui abbiamo visto l’offerta e chiediamo spiegazioni prima di acquistare l’eventuale coupon.

2. Le sedi più piccole delle palestre high cost generalmente costano meno. Offrono gli stessi servizi delle altre, ma potrebbero avere orari un po’ meno vantaggiosi. E’ il caso, ad esempio, della HC Ladies Only o della GetFit Express. Quando la sede scelta è chiusa, però, si ha la possibilità di frequentare una o tutte le altre della catena in città, magari con un piccolo sovrapprezzo.

3. In particolari periodi dell’anno ci sono più offerte e sconti: dopo le abbuffate di Natale o d’estate.

4. Occhio alle super offerte di alcune palestre: spesso sono solo specchietti per le allodole, servono a farci venire nella struttura per poi venderci pacchetti a prezzi ben diversi da quelli per cui siamo venuti
Promozioni incredibili tipo “1€ al mese“, ad esempio, ci permetteranno l’accesso in palestra solo a orari ristretti e quasi impossibili.

5. Diventiamo amici della palestra che vogliamo tenere sott’occhio: via Facebook, Twitter, Pinterest & Co. vengono pubblicate anche le offerte in corso. Così è più comodo, no?

6. Quando andiamo di persona nella palestra per contrattare, lasciamo sempre i nostri recapiti, cellulare e email. Può capitare che la trattativa non vada a buon fine, perchè il prezzo proposto rimanga per noi troppo alto. Lasciando i nostri dati, nella maggior parte dei casi continueremo a ricevere dalla struttura offerte e sconti veri (non come quelli del punto 4).
A volte queste promozioni ci “persegitano” anche per un paio di anni, quindi può far sempre comodo.

Fondamentale comunque resta la trattativa con il promoter o il proprietario della palestra. Anche perchè, se ci facciamo caso, via web è praticamente impossibile trovare o capire i prezzi degli abbonamenti. E questo merita un post a parte.

Palestra #1: per Stare Bene

Per rimettersi in forma o scaricare lo stress quotidiano, arrendiamoci: si deve andare in palestra!

A Milano l’offerta è ampissima, dalle catene di palestre più costose e grandi, come GetFit, Health City, Down Town o Virgin Active, a quelle low cost come le 20 Hours o le comunali di Milano Sport. Ci sono poi quelle per sole donne, come la Hc Ladies Only in Cairoli, o quelle di quartiere, spesso a conduzione familiare o altamente specializzate, come la Fisiodynamic tra le tante.

Scegliere la palestra migliore per le nostre esigenze non è semplice.

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Fondamentale è che l’atmosfera sia quella giusta per noi.
Dal colore delle pareti, al tipo di persone che la frequentano, ai servizi in più che vengono offerti, tutto o quasi ci deve far sentire bene.

Prima di tutto, la palestra deve essere facile da raggiungere: vicino a dove si abita o si lavora; con ampio parcheggio o ben servita dai mezzi (credetemi, 15 minuti di metropolitana sono meno faticosi di 15 minuti a piedi!). Non mettiamo troppo alla prova la nostra forza di volontà.

Quindi facciamoci un rapido esame di coscienza e siamo sinceri con noi stessi. Pena: pagare cifre esorbitanti per un abbonamento di cui non usfruiremo mai.

Se siete chiacchieroni e socievoli, meglio evitare le palestre piene di “fanatici del fitness“, persone tutto allenamento e zero contatto: non sarà per voi uno stimolo a far meglio, ma un motivo in più per non andarci. Troverete i fanatici nelle palestre più grandi o altamente specializzate, ma date sempre un’occhiata per sicurezza.
Se amate coccolarvi e ritenete lo sport un male necessario, provate a sciegliere una palestra con sauna, bagno turco e spa: le coccole saranno un’ottima ricompensa per i vostri sforzi. Oppure salterete direttamente lo sforzo e arriverete subito alle coccole, ma almeno non avrete sprecato i soldi per l’abbonamento. Sappiate che anche le palestre di quartiere offrono questi servizi, non solo quelle più “pettinate”!

E’ importante che ci sia del personale preparato e che noi sappiamo cosa volgiamo da esso.
Amate essere seguiti da qualcuno che si occupi del vostro allenamento, ma non volete prendervi un (costosissimo) personal trainer? Meglio puntare sulle piccole (o grandi) palestre di quartiere, quelle cioè non brandizzate.
Nelle grandi catene sia low- che high- cost tenderanno ad abbandonarvi a voi stessi e dovrete rincorrere i trainers di sala per farvi cambiare la scheda. Certo, una volta che li avrete raggiunti, saranno gentilissimi e vi aiuteranno, ma è probabile che non sappiano neanche chi siate (ma questo potrebbe esser proprio ciò che volete).

Da un punto di vista più “tecnico”, considerate anche quando avreste il tempo per andare in palestra: mattino presto, pomeriggio, pausa pranzo, sera o weekend, e andate a dare un’occhiata alla struttura nelle ore in cui vorreste frequentarla, per vedere quanta gente c’è.
Attenzione: non tutte le palestre sono aperte a tutte le ore e tutti i giorni della settimana.
Controllate se ci sono eventuali chiusure straordinarie (in quelle di quartiere può capitare che si stia chiusi tutto agosto) oppure se c’è la possibilità di accedere ad altre palestre della stessa catena quando la sede che avete scelto è chiusa, e a che prezzo.

E il costo?!? Questo merita un bel post a parte ,perchè non è detto che la palestra scelta dal vostro cuore non sia accessibile anche alle vostre tasche, con qualche piccolo escamotage.
A presto l’aggiornamento, stay tuned!

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